
Dizionario
In ordine alfabetico
- Advaita advaita«Non-due»: la tesi che la realtà ultima è una. Attenzione: la corrente più diffusa dello śivaismo tantrico era dualista.
- Amṛta amrita amrta«Non morto»: il nettare dell'immortalità. Nello haṭha yoga stilla dalla luna nella testa. Il neotantra usa la parola per l'eiaculazione femminile.
- Ānanda anandaGioia, beatitudine. Nel Trika una delle potenze dell'assoluto, e insieme un'esperienza che i testi descrivono.
- Bindu binduLa goccia, il punto. Nello haṭha yoga è il seme da non disperdere; nella cosmologia tantrica il punto da cui la manifestazione comincia.
- Brahmacarya brahmacarya brahmacharyaLa condizione del giovane che studia il Veda, e che comporta la castità. Non vuol dire, di per sé, «trattenere il seme».
- Cakra cakra chakraI centri lungo l'asse del corpo sottile. Nei testi qui citati sono quattro, cinque o sei. I sette colori dell'arcobaleno sono del Novecento.
- Dakṣiṇācāra dakshinacara dakshinachara daksinacara mano destraLa «via della mano destra». Il significato cambia secondo il testo e la classificazione; presentarla come la via della maggioranza non ha basi.
- Dūtī duti«Messaggera»: nel rito Kaula è la consorte rituale. Nel Kubjikāmata è anche il nome di una classe di divinità femminili.
- Haṃsa hamsa hansa sohamIl cigno; e il nome di un mantra che, secondo la tradizione, il respiro pronuncia da sé.
- Haṭhayoga hathayoga hatha yogaLo yoga «della forza». Il termine è attestato nel buddhismo tantrico, legato al soffio e al seme; la lettura «sole e luna» è posteriore.
- Icchā icchaLetteralmente «desiderio». Nel Trika è la volontà dell'assoluto, una delle sue potenze insieme a conoscenza e azione.
- Jīvanmukti jivanmukti jivanmuktaEssere liberati mentre si è ancora in vita. Tesi dei non dualisti del Kashmir, ma anche dell'Advaita Vedānta.
- Kāla kala tempoIl tempo come limitazione: uno dei cinque kañcuka. Da non confondere con kalā, «parte, arte».
- Kāma kama kamasutraIl desiderio, e il piacere dei sensi come uno dei fini della vita. È anche il dio dell'amore, e compare nel titolo del Kāmasūtra, che non è tantrico.
- Kañcuka kancuka kanchukaLe cinque «vesti» che limitano la coscienza: kalā, vidyā, rāga, kāla e niyati. Stanno sotto māyā nello schema dei 36 tattva.
- Karmamudrā karmamudra jnanamudraNel buddhismo tantrico la karmamudrā è la consorte fisica, la jñānamudrā quella visualizzata. Da non confondere con il gesto della mano.
- Kaula kaula kulaDa kula, «famiglia, clan»: le correnti śaiva e śākta delle yoginī, dei clan divini e del rito con la consorte.
- Khecarī khecari khechari«Che si muove nel cielo»: la tecnica della lingua allungata e portata oltre il palato molle, per raggiungere il nettare.
- Kuṇḍalinī kundaliniLa potenza avvolta alla base del corpo. Il nome compare in ambiente śaiva, per quanto se ne sa, dall'VIII secolo, e passa poi allo haṭha yoga.
- Līlā lilaIl mondo come gioco del divino. Il passo classico sta nei Brahmasūtra: non è un'invenzione tantrica.
- Liṅga linga lingam«Segno, emblema»; anche l'organo maschile, e l'emblema di Śiva senza figura. Il primo senso della parola è «segno».
- Maithuna maithunaL'unione sessuale, quinto elemento del rito delle cinque M. Attestata soprattutto nelle correnti kaula e nei tantra delle yoginī.
- Mala mala impurita anavaL'impurità che limita l'anima. Per lo Śaiva Siddhānta è una sostanza, per i non dualisti del Kashmir è ignoranza.
- Māyā mayaPer l'Advaita Vedānta l'illusione; per lo Śaiva Siddhānta una sostanza reale; per il Trika un livello della coscienza. Tre posizioni, non due.
- Mokṣa moksha moksaLa liberazione. Per lo Śaiva Siddhānta si compie alla morte; per i non dualisti del Kashmir si può ottenere in vita.
- Mūlādhāra muladharaIl primo centro, alla base. Nel Ṣaṭcakranirūpaṇa è un loto di quattro petali rossi, con dentro il quadrato giallo della terra e la sillaba laṃ.
- Nāda nadaIl suono. Nello haṭha yoga c'è un esercizio del nāda; nella teoria tantrica della parola è una fase del manifestarsi del suono.
- Nāḍī nadi ida pingalaI canali del corpo sottile. Il loro numero cambia da testo a testo: la Śivasaṃhitā, per esempio, ne conta 350.000.
- Pañcamakāra pancamakara panchamakara cinque m pancatattvaI cinque elementi del rito di mano sinistra: vino, carne, pesce, mudrā e unione sessuale. Detti anche pañcatattva.
- Prakāśa prakasha prakasaLa luce della coscienza: il puro fatto che qualcosa appaia. Nella filosofia del Riconoscimento non sta mai senza vimarśa.
- Prakṛti prakriti prakrtiNel Sāṃkhya la natura materiale, fatta di tre qualità, da cui si sviluppa il mondo.
- Prāṇa pranaIl soffio vitale. Da pra- e an, «respirare»: nello haṭha yoga e nei tantra è il soffio da governare.
- Pratyabhijñā pratyabhijna riconoscimentoIl nome di una scuola del Kashmir e la sua tesi: la liberazione è riconoscere di essere già il Signore.
- Puruṣa purusha purusaNel Sāṃkhya lo spirito passivo che osserva la natura. Lo schema śaiva dei 36 tattva lo riprende fra i principi dell'anima limitata.
- Rasa rasaIl «sapore» dell'emozione estetica. Abhinavagupta ne fa una teoria dell'esperienza, e difende la quiete come nono rasa.
- Saṅkoca sankoca samkocaLa coscienza che si restringe e diventa mente individuale. Da non confondere con il mala, l'impurità.
- Śakti shakti saktiLa potenza attiva del divino. Nella filosofia del Kashmir corrisponde al vimarśa, la coscienza che si coglie.
- Śaktipāta shaktipata shaktipat saktipataLa «discesa della potenza»: la grazia che rende qualcuno pronto alla liberazione. Nei testi non è una tecnica da trasmettere a pagamento.
- Śiva shiva sivaIl dio, e nella filosofia del Kashmir la coscienza stessa come luce. Il nome vuol dire «propizio».
- Spanda spandaLa pulsazione della coscienza. È anche il nome di una scuola del IX secolo e del suo testo, la Spandakārikā.
- Suṣumṇā sushumna susumnaIl canale centrale del corpo sottile. Nello haṭha yoga il fine è farvi entrare il soffio, e i testi parlano apertamente di forza.
- Svātantrya svatantryaLa libertà assoluta della coscienza, il suo potere di manifestarsi come vuole. Il cuore della filosofia del Riconoscimento.
- Tattva tattvaI livelli della realtà. Il Sāṃkhya ne contava 25; lo schema śaiva ne aggiunge 11 e arriva a 36.
- Upāya upayaI mezzi per arrivare alla liberazione. Abhinavagupta ne mette in fila quattro: anupāya, śāmbhava, śākta, āṇava.
- Vāc vac vak parolaLa Parola come potenza. Il grammatico Bhartṛhari ne distingue tre livelli; la tradizione del Riconoscimento ne pone un quarto, la parola suprema.
- Vajrolī vajroliUna tecnica dello haṭha yoga: l'aspirazione attraverso l'uretra, per il dominio del seme. I dizionari classici non registrano questo senso.
- Vāmācāra vamacara vamachara mano sinistraLa «via della mano sinistra», contrapposta alla destra. Il senso dei due termini cambia secondo l'epoca e il testo.
- Vimarśa vimarsha vimarsaLa coscienza che si coglie: ciò che distingue la luce della coscienza da un cristallo inerte. Spesso identificato con Śakti.
- Vīra vira«Eroe»: nella classificazione tantrica dei praticanti, la disposizione fra paśu, «animale», e divya, «divino».
- Yoginī yoginiNei testi tantrici indica potenze femminili che si muovono in gruppi e volano, e anche adepte umane. Non solo «donna che pratica yoga».
- Yoni yoni«Grembo, vulva», ma anche «luogo d'origine, fonte». Nel culto è la base del liṅga.