Una parola quotidiana, «riconoscere qualcuno», diventata il nome di una filosofia.
Che cosa vuol dire la parola
Da praty-abhi-jñā: «riconoscimento». Già il dizionario registra il senso di riconoscere l'identità fra il Supremo e l'anima individuale (Monier-Williams).
Nei testi
Il sistema è esposto da Utpaladeva, nel X secolo, e commentato da Abhinavagupta. Il primo verso dell'Īśvarapratyabhijñākārikā annuncia il programma: «dimostro il riconoscimento del Signore».
Più avanti il testo usa un'immagine rimasta famosa: l'innamorata che ha davanti l'amato e non lo riconosce (4.17 nella numerazione dell'edizione digitale GRETIL).
L'interlocutore principale di questa filosofia sono gli epistemologi buddhisti.
Utpaladeva, Īśvarapratyabhijñākārikā, ed. R. Torella, Motilal Banarsidass 2002 · D.P. Lawrence, «Kashmiri Shaiva Philosophy», Internet Encyclopedia of Philosophy · M. Monier-Williams, Sanskrit-English Dictionary, s.v. pratyabhijñā