Una parola che i corsi traducono «estasi». Nei testi è due cose insieme: una potenza dell'assoluto e un segno che si riconosce.
Che cosa vuol dire la parola
Da ā-nand, «rallegrarsi». Monier-Williams dà «gioia», «felicità, beatitudine», e anche «piacere sensuale».
Nei testi
Nelle ricostruzioni del Trika l'ānanda è una delle cinque potenze dell'assoluto, insieme a coscienza (cit), volontà (icchā), conoscenza (jñāna) e azione (kriyā).
Ma è anche un'esperienza. Nel Tantrāloka Abhinavagupta indica una serie di segni «che comincia con la beatitudine» per riconoscere che la potenza è discesa su qualcuno.
La formula sat-cit-ānanda, «essere, coscienza, beatitudine», che senti spesso, viene dal Vedānta, non dal Trika.
C.D. Wallis, «The Descent of Power», Journal of Indian Philosophy 36, 2008 · Abhinavagupta, Tantrāloka · M. Monier-Williams, Sanskrit-English Dictionary, s.v. ānanda