Te lo raccontano come qualcosa che si apre con dolcezza. I testi di haṭha yoga usano un'altra parola: forza.
Che cosa vuol dire la parola
Il Monier-Williams dà «molto benevolo», il nome di uno dei sette raggi principali del sole, e «una vena che sta fra quelle chiamate iḍā e piṅgalā».
Nei testi
Nello haṭha yoga lo scopo è che il soffio entri nel canale centrale: «il vento entra nel canale di mezzo, la suṣumṇā» (Śivasaṃhitā 4.22). All'imbocco sta la kuṇḍalinī, che lo chiude (2.23).
E la parola haṭha vuol dire proprio «forza». Lo studioso Jason Birch ha mostrato che nei testi antichi l'avverbio «a forza» indica per lo più il muovere verso l'alto la kuṇḍalinī, il soffio o il seme. La Śivasaṃhitā dice di tirare su la dea Kuṇḍalī «con forza e con fermezza» (4.76, trad. Vasu).
J. Birch, «The Meaning of haṭha in Early Haṭhayoga», Journal of the American Oriental Society 131.4, 2011 · Śivasaṃhitā 2.23, 4.22, 4.76, trad. S.C. Vasu, 1914 · M. Monier-Williams, Sanskrit-English Dictionary, s.v. suṣumṇā