Il nome è poetico. La pratica è drastica, e dura anni.
Che cosa vuol dire la parola
Kha, «cielo», e cara, «che si muove»: insieme a siddhi, il potere magico di volare; anche «una particolare mudrā» (Monier-Williams).
Nei testi
La lingua viene allungata, tagliando poco per volta il frenulo, e inserita sopra il palato molle per raggiungere l'amṛta, il nettare.
Il testo di riferimento è la Khecarīvidyā, anteriore al 1400 circa, di cui James Mallinson ha pubblicato l'edizione critica.
Dove leggerlo
J. Mallinson, The Khecarīvidyā of Ādinātha, Routledge 2007 · M. Monier-Williams, Sanskrit-English Dictionary, s.v. khecarī