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Tantricamente
Mano in un gesto rituale, le dita disposte con precisione

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Tradizione

Le mudrā, e cosa fanno

di Luca Masrè Passaro5 minuti29 agosto 2026

Le conosci come le posizioni delle dita nelle statue e nelle fotografie di yoga. Nei testi tantrici la parola significa quattro cose diverse, spesso nello stesso libro, e solo una riguarda le mani. È uno dei termini più ambigui della tradizione — e l'ambiguità è antica.

I quattro significati

Uno: il gesto. Posizioni codificate di mani e dita, usate nel rito per accompagnare i mantra, offrire, invitare, congedare. Sono centinaia, ognuna con il suo nome.

Due: il cereale tostato. Nel rito dei cinque elementi, mudrā è il quarto: il chicco abbrustolito. Nessun rapporto con le dita — e chi traduce l'elenco senza saperlo produce frasi assurde. Vedi i cinque M.

Tre: la compagna rituale. In alcune correnti kaula e nel tantra buddhista, mudrā indica la donna che partecipa al rito. È un uso tecnico documentato, e imbarazzante per chi vorrebbe una tradizione tutta spirituale.

Quattro: uno stato del corpo-mente. Il significato più alto: mudrā come condizione in cui il praticante si trova, non come qualcosa che fa. Abhinavagupta insiste su questo — e mette le posizioni delle dita sul gradino più basso.

Mano in un gesto rituale, le dita disposte con precisione

La stessa parola indica il gesto, un chicco tostato, una persona e uno stato di coscienza

Da dove viene la parola

L'etimologia più accreditata la lega a mud, «gioia», più una radice che indica il dare: ciò che dà gioia. Un'altra tradizione la collega al sigillo — il timbro che imprime una forma.

Entrambe le letture sono usate nei testi, spesso insieme. E il sigillo è la più illuminante: un gesto rituale imprime una forma nella coscienza, come un timbro nella cera.

Non è un simbolo di qualcosa. È un'operazione che lascia un segno.

Perché contano nella pratica

Nei testi il gesto ha la stessa funzione del mantra e del diagramma: dare forma precisa a qualcosa di interno.

Il corpo assume una configurazione, e quella configurazione è essa stessa il contenuto. Come per lo yantra, non si tratta di rappresentare: si tratta di essere disposti in quel modo.

Quelle che incontri

Alcune ricorrono ovunque, e vale la pena riconoscerle.

  • Añjali — i palmi uniti davanti al petto. Saluto e offerta insieme.
  • Abhaya — palmo aperto in avanti: «non temere». È il gesto delle statue che sembrano fermare qualcuno.
  • Varada — palmo aperto verso il basso: il dono.
  • Yoni mudrā — le mani a formare un triangolo. Nel rito serve a invocare la Dea; nelle pagine divulgative diventa spesso altro.
  • Khecarī — la lingua ripiegata verso l'alto contro il palato. Non è un gesto delle mani, ed è una delle pratiche più tecniche e più discusse.

Il gesto non esprime uno stato interno. Nei testi, lo produce.

Cosa se n'è perso

Nella diffusione occidentale sopravvive quasi solo il primo significato, e ridotto: le mudrā come posizioni delle dita associate a benefici. Questa per la concentrazione, quella per l'ansia, quell'altra per la digestione.

Quelle corrispondenze nei testi tantrici non ci sono. Vengono in parte dallo yoga moderno, in parte da manuali novecenteschi che le hanno sistematizzate, in parte da libere associazioni con gli elementi.

Nei tantra la mudrā non cura niente: fa parte di una sequenza rituale, e ha senso solo dentro quella.

Ed è sparito del tutto il quarto significato, quello che Abhinavagupta considerava il vero: mudrā come stato in cui ti trovi. Difficile da fotografare, impossibile da mettere in un'infografica.

Quattro significati, e ne circola uno

Nei testi mudrā significa quattro cose diverse: un gesto delle mani, un sigillo che chiude, una sostanza del rito, e una donna nel rito kaula. In Occidente sopravvive il primo, ridotto a rimedio.

Cosa fai: quando ti viene indicata «la mudrā per l'ansia» o «per la concentrazione», sai che stai guardando un quarto della parola, letto come farmacia. Non è dannoso. È che se ti interessa la cosa, la parte più interessante è precisamente quella che non ti è arrivata.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è La tradizione e il rito: cosa si fa in pratica.