Aprire un tantra senza istruzioni produce quasi sempre due reazioni: noia o fraintendimento. Sono libri scritti per qualcuno che aveva già un maestro accanto, e per leggerli oggi devi sapere che genere di oggetto hai in mano.
Prima: che tipo di libro è
Non è un testo sacro da meditare, non è un trattato filosofico e non è un manuale. Nella maggior parte dei casi è un manuale liturgico incompleto: descrive procedure con precisione ossessiva e salta i passaggi che il lettore era supposto conoscere.
Aspettarti rivelazioni spirituali da una pagina che elenca l'ordine delle offerte è come cercare poesia in un ricettario.
La poesia c'è, ma sta in altri testi: i trattati filosofici, gli inni, i commentari.
Cinque domande da fare a ogni testo
- Di che secolo è? Un testo del 1577 e uno del 550 non descrivono lo stesso mondo. Il Ṣaṭcakranirūpaṇa è tardo, il Niśvāsatattvasaṃhitā è il più antico — l'elenco è qui.
- Di quale corrente? Śaiva Siddhānta, Trika, Kaula, Śrīvidyā, buddhista. Un'affermazione valida per una può essere vietata da un'altra: le differenze contano.
- Chi parla? Molti tantra sono dialoghi fra una divinità e la sua interlocutrice. Chi fa la domanda e chi risponde cambia il peso di quello che leggi.
- È testo o commento? Nelle edizioni i due si alternano, e il commento può essere di secoli dopo e dire cose che l'autore non aveva in mente.
- Chi ha tradotto, e quando? Una traduzione del 1919 riflette la scienza del 1919 — il caso di Avalon te lo mostra bene.
Testo, commento e nota del traduttore: tre voci diverse sulla stessa pagina
La trappola del linguaggio in codice
I testi usano deliberatamente termini ambigui: una parola che sembra indicare una sostanza può designare un'operazione interna, e viceversa.
Tradurre alla lettera produce risultati grotteschi. È così che l'Ottocento europeo ne ricavò l'idea di un culto osceno. Vedi la pagina sul segreto.
Come scegli un'edizione
Tre criteri pratici, in ordine di importanza.
Dichiara da dove viene. Un'edizione seria dice su quali manoscritti si basa e come sono stati confrontati. Se non lo dice, non sai cosa stai leggendo — e certe traduzioni hanno fatto danni che durano da un secolo.
Separa il testo dal commento. Deve esserti sempre chiaro cosa sta nell'originale e cosa aggiunge chi traduce. Le edizioni divulgative spesso fondono le due cose.
Diffida delle ristampe fuori diritti. Circolano traduzioni di cento anni fa a prezzi bassi: sono documenti storici interessanti, e riflettono lo stato degli studi di allora — cioè prima che si conoscessero i manoscritti su cui oggi si lavora. Quello che gli studiosi hanno scoperto negli ultimi trent'anni non è ancora arrivato ai libri in libreria.
Un testo tantrico non è il promemoria di chi non sa. È il promemoria di chi già sa.
Cosa aspettarti, realisticamente
Se apri un tantra per la prima volta trovi: elenchi, numeri, nomi di divinità mai sentiti, sequenze rituali, descrizioni geometriche.
Trovi pochissimo di quello che ti aspettavi.
Non è un difetto della lettura: è l'informazione più importante che quei libri possono darti. La distanza fra quello che immaginavi e quello che c'è scritto è esattamente la misura di quanto ti è stato raccontato di sbagliato. Se vuoi partire dalle edizioni giuste, qui ci sono i titoli.
Il quadro d'insieme
Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Che cos'è il tantra: la risposta delle fonti.

