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Tantricamente
Pagine di un manoscritto in devanagari, la luce radente sulle incisioni

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Fondamenta

I testi tantrici, uno per uno

di Luca Masrè Passaro7 minuti28 agosto 2026

«Lo dicono i testi tantrici» è una frase che senti ovunque e che quasi nessuno sa completare. Quali testi? Scritti quando? In che lingua, e chi li ha tradotti? Questa pagina è l'elenco che manca: i libri veri, con le date e le edizioni, così la prossima volta puoi chiedere.

Il più antico che abbiamo

Si chiama Niśvāsatattvasaṃhitā, e per gli studiosi è oggi il più antico tantra shivaita sopravvissuto per intero. La datazione proposta è fra il 450 e il 550 dopo Cristo.

Il modo in cui ci è arrivato ti dice molto su come funziona questo campo: non esiste un originale.

Esiste un manoscritto nepalese del nono secolo, copiato quattro secoli dopo la composizione, ed è da lì che si risale al testo. L'edizione critica — la prima a stampa — è uscita solo di recente, curata da Dominic Goodall con Alexis Sanderson, Harunaga Isaacson, Diwakar Acharya e Nirajan Kafle.

Fermati un attimo su questo: il testo fondativo di una tradizione millenaria è leggibile in edizione critica da pochi anni. Chi scriveva di tantra nel Novecento — compresi gli autori che hanno formato l'immaginario che hai in testa — non poteva leggerlo.

Pagine di un manoscritto in devanagari, la luce radente sulle incisioni

Non esistono originali: esistono copie di copie, e il lavoro consiste nel risalire

Le grandi famiglie

I testi non sono un mucchio indistinto. Si dividono in gruppi che corrispondono a tradizioni diverse, spesso in polemica fra loro.

  • Gli āgama shivaiti dualisti — la corrente poi detta Śaiva Siddhānta, che ha il corpus più ampio e più liturgico. Shiva e le anime restano distinti.
  • I bhairavatantra — testi delle correnti non dualiste e trasgressive, dove compaiono le divinità feroci, i cimiteri, le pratiche impure. Da qui viene molto di quello che chiami «tantra».
  • I kaula — le correnti dell'unione, in cui rientra il rito dei cinque elementi di cui ti parlo nella pagina sulla sessualità.
  • I testi della Śrīvidyā — la tradizione della dea Tripurasundarī, con il suo diagramma, di cui tratto negli yantra.
  • I tantra buddhisti — un corpus parallelo e altrettanto vasto, che dà vita al vajrayāna tibetano.

Quanti sono

Le liste tradizionali parlano di sessantaquattro tantra, ma è un numero simbolico. I testi effettivamente conservati sono diverse centinaia: molti ancora inediti, molti noti solo per citazioni dentro altri libri.

Una parte consistente della letteratura tantrica non è mai stata pubblicata, e alcuni testi esistono in un unico manoscritto.

I titoli che ricorrono

Se un discorso sul tantra è serio, prima o poi nomina questi. Imparali: è mezz'ora di lavoro.

Vijñāna Bhairava Tantra — forse l'ottavo o nono secolo. Centododici brevi istruzioni di pratica, formulate come risposte della divinità a una domanda. È il testo tantrico più leggibile, e quello che l'Occidente ha amato di più — con tutti i fraintendimenti che ne sono seguiti.

Tantrāloka di Abhinavagupta — inizio dell'undicesimo secolo, seimila versi. Non è un tantra: è il trattato che li mette in ordine tutti. Te ne parlo nella pagina sull'autore.

Kubjikāmata Tantra — il testo in cui compare per la prima volta una numerazione dei centri simile a quella moderna, come racconta la pagina sui chakra.

Ṣaṭcakranirūpaṇa — 1577, tardo. È il capitolo di un'opera più ampia, ed è la fonte da cui l'Occidente ha preso la descrizione dei sei centri, attraverso la traduzione di Arthur Avalon del 1919.

Kulārṇava Tantra — testo kaula, molto citato per le sue affermazioni sul vino e sul rapporto fra praticante e maestro.

Un testo ha un titolo, un secolo e un'edizione. Se mancano tutti e tre, non è un testo: è un modo di dire.

Cosa puoi leggere in italiano

La situazione è migliore di quanto credi, e peggiore di quanto servirebbe.

L'Italia ha una tradizione di studi indologici seria, e su questo campo in particolare: le traduzioni di Raniero Gnoli dei testi dello shivaismo kashmiro sono un riferimento internazionale. Il Tantrāloka e il Vijñāna Bhairava li leggi in italiano in edizioni curate.

Il resto è quasi tutto in inglese, e molto è ancora solo in sanscrito. Le edizioni critiche recenti escono da pochi centri — Amburgo, Pondicherry, Oxford — e sono lavori di decenni su singoli testi.

Perché ti serve questa pagina

Non per collezionismo bibliografico. Per una ragione pratica.

La differenza fra un'affermazione verificabile e una inventata sta quasi sempre qui.

Chi ti dice «lo dice il tantra» e sa nominare il testo, il secolo e l'edizione, sta facendo un'affermazione che puoi controllare: vai a vedere e scopri se ha ragione. Chi non li sa nominare sta dicendo un'altra cosa — che può anche essere sensata, ma non è quella.

È la ragione per cui questo sito cita sempre da dove viene quello che scrive. Non è pedanteria accademica: è l'unico modo che hai per controllarmi.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Che cos'è il tantra: la risposta delle fonti.