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Tantricamente
Superficie d'acqua immobile, un riflesso appena percepibile

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Filosofia

Il Vijñāna Bhairava, e le sue 112 porte

di Luca Masrè Passaro6 minuti29 agosto 2026

È il testo tantrico che l'Occidente ha amato di più, e l'unico che puoi leggere senza preparazione: centododici istruzioni brevissime, una per riga, su come fermare la mente. È anche il testo su cui si è costruito il più grande equivoco — perché quelle centododici righe non sono esercizi da provare.

Che cos'è

Il Vijñāna Bhairava Tantra è un testo breve, forse dell'ottavo o nono secolo, dell'area del Trika kashmiro. Ha la forma classica del dialogo: la Dea chiede, Bhairava risponde.

La domanda iniziale è la migliore possibile. Se la realtà ultima è al di là di ogni forma, al di là dei mantra e dei riti, che cos'è davvero?

La risposta occupa il resto del testo e prende la forma di centododici dhāraṇā, «prese»: modi di afferrare.

Ognuna sta in due righe. «Quando il respiro si ferma fra un'inspirazione e la successiva, lì.» «Guardando un cielo senza nuvole, senza fissare, la mente si dissolve.» «Nel momento in cui stai per addormentarti, quando il sonno non è ancora arrivato.»

Superficie d'acqua immobile, un riflesso appena percepibile

Il testo indica sempre un intervallo: fra due respiri, fra veglia e sonno, fra due pensieri

L'intuizione che tiene tutto

Leggile di fila e vedi che le centododici indicazioni sono variazioni su un'idea sola. Vale la pena isolarla.

La coscienza si mostra negli intervalli. Fra l'inspirare e l'espirare. Fra un pensiero e il successivo. Nell'istante fra il desiderio e la sua soddisfazione. Nel momento in cui uno starnuto sta per arrivare.

Sono tutti punti in cui l'attività ordinaria si interrompe per una frazione. E il testo dice: lì.

Non c'è niente da produrre, nessuno stato da costruire. C'è da infilarsi in una fessura che si apre da sola, decine di volte al giorno, e che di solito si richiude prima che tu te ne accorga.

È l'applicazione pratica del Riconoscimento di cui ti parlo nella pagina sul non-dualismo: se sei già quello che cerchi, non devi fabbricare niente. Devi smettere di coprirlo.

Perché non sono esercizi

Nel contesto originale queste indicazioni sono date da un maestro a un discepolo iniziato, una alla volta, scelte per quella persona.

Non sono un catalogo da cui pescare. Il testo non dice «provale tutte»: presuppone che qualcuno te ne indichi una, e che quella ti basti per anni.

Perché l'Occidente lo ha scelto

Per tre ragioni, tutte comprensibili e tutte fuorvianti.

È breve e chiaro. Il Tantrāloka richiede anni di studio; questo lo leggi in un pomeriggio. La domanda di partenza è filosofica, la forma quasi aforistica: sembra fatto apposta per te.

Non ti chiede di credere niente. Le indicazioni non presuppongono una teologia esplicita: parlano di respiro, di percezione, di stati di coscienza. Si prestano a essere lette come psicologia.

Osho ci ha tenuto un ciclo di discorsi. È il canale attraverso cui il testo è arrivato al pubblico non specialista, in una lettura che lo trasforma in un manuale di tecniche di meditazione. Che, come hai visto, non è. Il passaggio decisivo era venuto prima, con un poeta americano, nel 1957: te lo racconto nella pagina sulla meditazione tantrica.

Un catalogo di centododici tecniche non esiste. Esiste un maestro che te ne dà una.

Come leggerlo, allora

Non c'è nessun motivo per non leggerlo: è un testo straordinario, disponibile in italiano in buone edizioni. Ma fallo sapendo due cose.

Primo: è il testo di un contesto. Le sue indicazioni funzionano dentro un impianto — iniziazione, maestro, una pratica quotidiana — di cui il testo non parla perché lo dà per scontato. Estratte da lì, restano suggestioni intelligenti sulla percezione. Che non è poco, ma è un'altra cosa.

Secondo: la sua bellezza non dipende dall'uso che ne fai. Anche letto come documento dice una cosa notevole: che qualcuno, mille e trecento anni fa, ha catalogato con questa precisione i momenti in cui la mente si apre.

Ti basta già così. Non c'è bisogno di farne un programma di esercizi.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è La filosofia del tantra: il non-dualismo.