Venti titoli, divisi per livello, con l'indicazione di che cosa ti serve ciascuno. È la pagina che avrei voluto trovare quando ho cominciato — e che in italiano, su questo argomento, non esiste.
Per cominciare, in italiano
Raniero Gnoli è il riferimento. Le sue traduzioni dai testi dello shivaismo kashmiro sono un lavoro di livello internazionale, e per una volta l'Italia è messa meglio di altri paesi. Cerca le sue edizioni del Tantrāloka e del Vijñāna Bhairava.
Le sue introduzioni sono dense ma oneste: distinguono sempre quello che il testo dice da quello che lui interpreta. Che è poi il criterio con cui giudichi qualunque edizione, come ti dico nella pagina sul leggere i testi.
La bibliografia seria è in gran parte in inglese, e in parte ancora solo in sanscrito
Gli studiosi che contano
Se un discorso sul tantra è serio, prima o poi cita questi nomi.
Alexis Sanderson — ha ricostruito la storia dello shivaismo con un rigore che prima non c'era: chi ha preso da chi, quando, in quali termini. I suoi saggi sono lunghi e tecnici, e sono il fondamento su cui poggia tutto il resto.
André Padoux — la teoria della parola e del mantra. Vāc: The Concept of the Word in Selected Hindu Tantras è il testo di riferimento; il suo lavoro sui mantra sta dietro la pagina sull'argomento. Ha anche scritto introduzioni brevi e leggibili.
Dominic Goodall — edizioni critiche dei testi più antichi, incluso il Niśvāsatattvasaṃhitā.
Hugh Urban — la costruzione della categoria «tantra» in Occidente. È la fonte principale della pagina sulla ricezione.
David Gordon White — posizioni discusse e stimolanti sul ruolo del rito sessualizzato. Leggilo sapendo che è una voce nel dibattito, non il consenso.
Un consiglio di metodo
Su questo argomento gli studiosi sono in disaccordo fra loro, e su questioni grosse.
Leggerne uno solo ti dà l'impressione di una materia risolta. Leggerne tre ti mostra che è un campo vivo. Diffida di chiunque ti presenti una sola versione come «quello che dice la ricerca».
I testi, in traduzione
Vijñāna Bhairava Tantra — il più breve e il più leggibile. Esiste in più edizioni italiane: preferisci quelle che dichiarano la fonte sanscrita. Cosa aspettarti.
Tantrasāra di Abhinavagupta — il riassunto che l'autore fece della propria opera maggiore. Il modo migliore di accostarti al suo pensiero senza affrontare seimila versi.
Śivastotrāvalī di Utpaladeva — gli inni. Sorprendenti, se immagini che questa tradizione sia solo tecnica.
The Serpent Power di Avalon, 1919 — leggilo come documento storico, non come fonte: i motivi qui.
Nessuno di questi libri ti promette niente. È il motivo per cui vale la pena leggerli.
Da maneggiare con cautela
Non «da non leggere»: da leggere sapendo cosa sono.
Mircea Eliade — ampio e influente, con una cornice teorica che gli studi hanno superato. La discussione qui.
Julius Evola — non è uno studio: è l'uso dei testi per una tesi politica. Da sapere prima di aprirlo.
La divulgazione new age — la riconosci da tre segni: nessuna data, nessun titolo di testo, nessun nome di traduttore.
Il quadro d'insieme
Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Che cos'è il tantra: la risposta delle fonti.

