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Tantricamente
Blocco di pietra squadrato, spigoli netti nella luce dura

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Julius Evola, il tantra usato per altro

di Luca Masrè Passaro5 minuti30 agosto 2026

In Italia una parte di quello che leggi sul tantra passa da un autore che lo ha usato per sostenere una visione politica. Le sue pagine circolano ancora, spesso senza avvertenze, e vengono citate come fonti. Ti conviene sapere cosa hai in mano.

Chi era

Julius Evola (1898-1974), pensatore italiano, figura di riferimento dell'esoterismo di destra. E — questo va detto, perché è il punto — autore organico alla cultura fascista e poi a quella neofascista, di cui è stato uno dei principali riferimenti teorici nel dopoguerra.

Nel 1949 pubblica Lo Yoga della potenza, dedicato ai tantra. Il libro è ancora in commercio, viene ristampato regolarmente, e per molti lettori italiani è il primo incontro con l'argomento.

Blocco di pietra squadrato, spigoli netti nella luce dura

Cercava nei testi indiani conferme a una tesi che aveva già

Che cosa ci cercava

Evola non si avvicina ai tantra per capire cosa dicono. Ci si avvicina con una tesi già formata, e vi cerca conferme.

La tesi è quella della sua opera intera: esisteva una civiltà «tradizionale» gerarchica, virile, guerriera, sacra, che la modernità ha distrutto, e il compito è restaurarla. In questo quadro il tantra gli serve come via «attiva» e «virile», adatta all'età oscura in cui la contemplazione non basta più.

Da qui la selezione. Privilegia il ramo della mano sinistra, la trasgressione, l'affermazione della volontà, l'uomo che domina le forze anziché sottomettersi. E lascia fuori tutto il resto: la devozione, la grazia, il rito quotidiano, la dipendenza dal maestro.

Il rovesciamento centrale

Nei testi non dualisti il vertice è il riconoscimento: accorgersi di essere già ciò che cerchi, dove l'io individuale non ha nessun primato. È la pratyabhijñā.

In Evola diventa affermazione della volontà individuale, potenza, dominio. Non è una sfumatura interpretativa: è l'opposto.

Quanto è attendibile

Come studio, poco. E questo è un giudizio tecnico, non politico.

Evola non legge il sanscrito e lavora su traduzioni, in gran parte quelle di Woodroffe. Il suo tantra è quindi già filtrato una volta — te lo racconto nella pagina su Avalon.

Non distingue le correnti fra loro. Usa fonti di epoche e scuole diverse come se dicessero la stessa cosa. Non ha strumenti filologici per datare o contestualizzare.

Ci aggiungi la selezione ideologica, e il risultato non è una descrizione imprecisa: è un'altra cosa, che porta il nome della prima.

Non ha frainteso il tantra. Lo ha usato — e il risultato è coerente con lo scopo.

Perché ti riguarda ancora

Per tre motivi molto concreti.

È accessibile. In italiano, in libreria, a basso prezzo, mentre gli studi seri sono in inglese o esauriti. Se cerchi un libro sul tantra in una libreria italiana, hai buone probabilità di trovare prima lui.

Circola senza etichetta. Sue pagine compaiono su siti di spiritualità, in dispense di corsi, in citazioni anonime, presentate come testimonianza di sapere tradizionale.

Ha uno stile che convince. Scrive bene, con sicurezza, e se non hai strumenti per verificare percepisci autorevolezza. È il motivo per cui su questo sito ti chiedo sempre di pretendere titolo, secolo ed edizione: è l'unica difesa che funziona davvero.

Lo puoi leggere?

Certo, come leggi qualunque autore: sapendo chi è e cosa sta facendo.

Ha interesse come documento della ricezione europea del tantra, e come opera di un pensatore influente. Non ha valore come fonte su cosa dicono i testi indiani, e usarlo così significa prendere per descrizione una costruzione ideologica.

La differenza, ancora una volta, non è fra buono e cattivo. È fra sapere e non sapere che cosa hai in mano.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Il tantra in Occidente: come ci è arrivato.