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Tantricamente
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Fondamenta

Cronologia del tantra, le date che reggono

di Luca Masrè Passaro9 minuti9 ottobre 2026

Ti metto in fila le date che reggono, e per le più importanti ti dico chi le ha stabilite. Per più di mille anni sono esistiti dei tantra, al plurale. «Il tantra» come tradizione unica, secondo André Padoux, è in gran parte un'idea degli studi europei dell'Ottocento. E le parti più antiche di quello che è forse il primo tantra shivaita arrivato intero sono a stampa solo dal 2015. Ti racconto anche dove gli studiosi non sono d'accordo.

Prima del quinto secolo: i Veda e un sigillo muto

Comincio da quello che qui non trovi: date tantriche prima del quinto secolo dopo Cristo. Il primo testo di questa cronologia è shivaita, e le stime più alte lo portano alla metà di quel secolo.

Prima ci sono i Veda, che sono un'altra letteratura: il Ṛgveda si colloca attorno al 1500-1200 avanti Cristo. Che rapporto abbiano con i tantra te lo racconto qui.

E prima ancora c'è la valle dell'Indo, con il suo sigillo famoso: una figura seduta, circondata da animali. Chi ci vede Shiva o uno yogin sta interpretando un'immagine muta. Quella scrittura non l'ha mai decifrata nessuno.

Forse 450-550: il primo tantra shivaita che abbiamo intero

La storia documentata comincia con un libro. Si chiama Niśvāsatattvasaṃhitā, ed è forse il più antico tantra shivaita arrivato fino a noi completo.

Il Centro di studi tantrici dell'Università di Amburgo lo colloca forse fra il 450 e il 550. Ci è arrivato grazie a un manoscritto nepalese del nono secolo.

Ora la data che conta di più. Le sue tre parti più antiche sono state stampate per la prima volta nel 2015, in un'edizione critica preparata fra Pondicherry e Amburgo. Lo scrive l'editore stesso: è la prima volta che il testo compare a stampa.

Alexis Sanderson è lo studioso di Oxford su cui poggia buona parte di questa pagina. Scrive che la via dei mantra shivaita esisteva in qualche forma non oltre la metà del sesto secolo. Forse già dalla metà del quinto.

E aggiunge che nel nono secolo fioriva da almeno duecento anni, con il sostegno diffuso dei re. Il suo saggio del 2009 si intitola, non a caso, The Śaiva Age, «l'età shivaita». Copre, più o meno, i secoli dal quinto al tredicesimo.

D. Goodall con A. Sanderson, H. Isaacson, D. Acharya, N. Kafle e altri, The Niśvāsatattvasaṃhitā. The Earliest Surviving Śaiva Tantra, vol. 1, EFEO · IFP · Universität Hamburg 2015 (scheda dell'editore) · Centre for Tantric Studies, Universität Hamburg, scheda del progetto · A. Sanderson, «The Śaiva Age», in S. Einoo (a cura di), Genesis and Development of Tantrism, University of Tokyo 2009.

Il settimo secolo: i buddhisti, e i cinesi che prendono nota

Le scritture tantriche più antiche non portano una data di composizione. Per fortuna c'erano i monaci cinesi, che traducevano e catalogavano.

Xuanzang gira l'India fra il 629 e il 645, e non sembra sapere niente di un movimento legato ai mantra. Un altro monaco cinese, Wuxing, nato nel 630, scrive invece una lettera. Ne sopravvive una riga, perché un autore giapponese la cita. Jeffrey Kotyk la traduce in inglese; in italiano suona così: di recente i nuovi insegnamenti dei mantra sono venerati nel paese.

Da qui Kotyk, sulla scia del giapponese Yoritomi Motohiro, conclude che il buddhismo dei mantra diventa visibile nella seconda metà del settimo secolo. E c'è un anno preciso. Nel 724 il maestro indiano Śubhakarasiṃha e il monaco Yixing seguono l'imperatore a Luoyang. Lì, in seguito, traducono in cinese il Mahāvairocana-sūtra, una scrittura importante di quella fase. Lo registra un catalogo compilato nel 730.

Fra l'ottavo e l'undicesimo secolo il ramo buddhista arriva in Tibet, in due grandi ondate di traduzione.

Una data che si discute

Qui gli studiosi non sono d'accordo, e te lo dico perché cambia il modo di leggere le date. Prendi il Laghuśaṃvara, un tantra buddhista importante. Sanderson ha documentato che parti di questo testo dipendono da scritture shivaite.

Anche la sua data si discute. Ronald Davidson ha proposto l'ottavo secolo, sulla base di citazioni in un commentario, e David Gray ha ripreso l'idea. Sanderson rilegge quelle citazioni e non le trova sufficienti. Per lui l'appiglio più sicuro, e comunque provvisorio, sono i commentatori del decimo secolo: oltre quel limite, scrive, non sappiamo con chiarezza. Fuori da questo caso, chi abbia preso da chi fra shivaiti e buddhisti resta molto discusso: ne parlo qui.

J. Kotyk, «Early Tantric Hemerology in Chinese Buddhism», Canadian Journal of Buddhist Studies 13, 2018 (pdf) · Sanderson 2009, sul Laghuśaṃvara e sulle tesi di Davidson e Gray.

Nono-undicesimo secolo: il Kashmir pensa il rito

Fra il nono e l'undicesimo secolo, in Kashmir, i testi del rito diventano materia di filosofia: commenti, trattati, sistemi interi.

Il Vijñāna Bhairava è forse dell'ottavo o del nono secolo. Somānanda scrive fra il nono e il decimo. E attorno all'anno Mille lavora Abhinavagupta: l'Enciclopedia Britannica lo dà attivo nel 1014. Il suo Tantrāloka, circa seimila versi, è dell'inizio dell'undicesimo secolo.

Negli stessi decenni, in India centrale, sorgono i templi di Khajuraho. L'UNESCO li lega alla dinastia Candella, al suo apice fra il 950 e il 1050, e li descrive come templi induisti e giainisti. Che legame avessero con i tantra si discute da tempo. C'è chi ci ha visto la mano dei Kāpālika, asceti estremi. La storica dell'arte Devangana Desai ci legge invece sistemi tantrici moderati, intrecciati alla devozione. Il «sesso sacro» dei volantini è un'altra storia: ne parlo qui.

Encyclopaedia Britannica, voce «Abhinavagupta» · UNESCO World Heritage Centre, Khajuraho Group of Monuments · D. Desai, The Religious Imagery of Khajuraho, Franco-Indian Research (scheda).

Un fascio di fogli consumati, aperto e legato con uno spago, su un tavolo laccato di rosso

La cronologia vera comincia da un libro, non da una leggenda

Undicesimo-diciottesimo secolo: lo yoga, e il vento che cambia

Nell'undicesimo secolo compare una cosa che conosci benissimo. James Mallinson e Péter-Dániel Szántó hanno pubblicato nel 2021 i due testi più antichi dello haṭha yoga. La loro tesi: lo haṭha nasce probabilmente in quegli anni, in un ambiente buddhista tantrico eclettico.

Uno dei manuali più influenti, la Haṭhapradīpikā di Svātmārāma, è del quindicesimo secolo. Come tantra e yoga si siano scambiati materiale per secoli, lo trovi qui.

Intanto il vento cambia. Sanderson segna la ripresa dei vishnuiti con l'ascesa di maestri come Rāmānuja, morto nel 1137. Fra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo il Kashmir attraversa cambiamenti profondi, e la scuola di Abhinavagupta si assottiglia. Le cause le ho messe in ordine qui.

Il Ṣaṭcakranirūpaṇa, il testo da cui l'Occidente prenderà i suoi sei centri, è del 1577. Il Mahānirvāṇa Tantra, citatissimo, è ancora più recente. Lo storico del diritto Duncan Derrett ha proposto che sia stato scritto, almeno in parte, fra il 1775 e il 1782. Il motivo: le sue regole sull'eredità somigliano molto a riforme britanniche di quegli anni.

J. Mallinson, P.-D. Szántó, The Amṛtasiddhi and Amṛtasiddhimūla, IFP · EFEO 2021 (scheda dell'editore) · progetto Light on Haṭha, Oxford e Marburgo · Sanderson 2009, nota 62 · J.D.M. Derrett, «A Juridical Fabrication of Early British India: The Mahānirvāṇa-Tantra», in Essays in Classical and Modern Hindu Law, Brill 1977, ripreso da A. Chatterjee, Sāhitya 2020 (pdf).

Dall'Ottocento: l'Europa mette insieme una categoria

Adesso il passaggio che cambia tutto il resto. Missionari e orientalisti incontrano queste tradizioni nel Settecento, e le additano subito come la parte più orribile e degenerata dell'India. È la ricostruzione dello storico delle religioni Hugh Urban.

Poi, nell'Ottocento, gli studiosi europei mettono insieme cose che in India stavano separate. Urban riprende una tesi di André Padoux. Te la riassumo così: il «tantrismo» come cosa unica e coerente è un'invenzione recente, nata in gran parte negli studi dell'Ottocento. La parola esisteva da molto prima, e indicava dei libri. Il resto lo trovi nella pagina su che cos'è il tantra.

Il tantra che conosci, in nove date

1875. A New York nasce la Società Teosofica, uno dei canali principali dell'India verso l'Occidente.

1913. Arthur Avalon, cioè il giudice John Woodroffe, pubblica a Londra la traduzione del Mahānirvāṇa. È il testo che Derrett colloca, almeno in parte, nel Settecento.

1919. Esce The Serpent Power: Avalon traduce il testo del 1577 sui sei centri.

1927. Il teosofo Leadbeater pubblica The Chakras. I colori che vede nei centri non sono ancora quelli dell'arcobaleno.

Anni Trenta. Fra esoteristi e terapeuti del colore compare l'idea di un colore per centro, in ordine di spettro.

Dal 1959. Con l'esilio tibetano arrivano in Occidente maestri del ramo buddhista, con i loro lignaggi.

Anni Sessanta e Settanta. La controcultura californiana e i discorsi di Osho fanno del tantra una parola d'ordine.

1977. Secondo lo storico Kurt Leland, colori dell'arcobaleno e qualità dei chakra si incontrano per la prima volta a stampa: in Bodymind di Ken Dychtwald.

Anni Ottanta. Il neotantra arriva in Italia.

H.B. Urban, Tantra: Sex, Secrecy, Politics, and Power in the Study of Religion, University of California Press 2003 (introduzione) · A. Avalon, Tantra of the Great Liberation, Luzac 1913 · K. Leland, «The Rainbow Body», Quest 2017. Le altre date sono ricostruite nelle pagine del sito su teosofia, Avalon, vajrayāna, controcultura e neotantra.

Per più di mille anni ci sono stati dei tantra, al plurale. Il tantrismo unico, dice Padoux, viene in gran parte dagli studi dell'Ottocento.

Dagli anni Ottanta: la cronologia si scrive adesso

Dagli anni Ottanta Sanderson e la sua scuola rileggono i testi uno per uno, manoscritti compresi, e ricostruiscono chi cita chi.

Padoux, riferisce Urban, scriveva che la storia del tantrismo è impossibile da scrivere, tanto sono pochi i dati. Ma guarda le date delle edizioni: il Niśvāsa a stampa nel 2015, i primi testi dello haṭha in edizione critica nel 2021.

Questa storia non è chiusa da secoli: la stanno scrivendo adesso. Le date di questa pagina sono quelle di oggi, e qualcuna cambierà. Se qualcuno te la racconta come risolta, chiedigli su quali edizioni si basa.

Metti la frase sulla linea

Una cronologia serve a una cosa sola: a capire da quale secolo ti sta parlando chi ti parla.

Cosa fai: la prossima volta che leggi «il tantra insegna che…», prova a mettere quella frase su questa pagina. Chakra con i colori dell'arcobaleno? Anni Trenta, in Occidente; la tabella completa, 1977. Il tantra come liberazione sessuale? Controcultura, anni Sessanta e Settanta. Un testo con titolo e secolo? Allora la puoi controllare. Recente non vuol dire falso: vuol dire che va chiamato con il suo nome. E se chi te la dice non sa metterla da nessuna parte, chiedigli da quale testo la prende, e in quale edizione.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Che cos'è il tantra: la risposta delle fonti.