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Tantricamente
Rilievo in pietra, due figure e un fregio consumato

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Induista o buddhista

di Luca Masrè Passaro6 minuti28 agosto 2026

Il tantra non è né l'una né l'altra cosa. È un modo di fare religione che attraversa tradizioni diverse, e che nello stesso periodo compare fra shivaiti, buddhisti, vishnuiti e giainisti. Capito questo, ti si sciolgono in un colpo metà dei fraintendimenti sull'argomento.

Non è una religione

È il punto da cui parte tutto il resto. Una «religione tantrica» non esiste, con i suoi fedeli, i suoi luoghi di culto e la sua identità distinta.

Esiste un insieme di procedure — iniziazione, mantra, diagrammi, visualizzazione, corpo sottile — che dal quinto secolo dopo Cristo diverse tradizioni adottano, innestandole ciascuna sul proprio impianto teologico.

Detto secco: un tantrico shivaita e un tantrico buddhista fanno gesti simili per ragioni incompatibili.

Se ti serve un paragone che hai già in casa: è il rapporto fra la mistica e le religioni. Nessuno pensa che esista «la religione mistica», ma tutti riconoscono che ci sono mistici cristiani, ebrei e musulmani — e che si somigliano fra loro più di quanto somiglino ai fedeli ordinari della propria confessione.

Rilievo in pietra, due figure e un fregio consumato

Le stesse forme rituali compaiono in templi di tradizioni che fra loro si combattevano

Il tantra shivaita

È il ramo più ampio e meglio documentato. Quando su questo sito leggi «i testi», di solito parlo di questo.

Ha almeno due grandi correnti in tensione fra loro.

Il Śaiva Siddhānta, dualista: Shiva è distinto dalle anime, la liberazione arriva per grazia e attraverso il rito, la condotta resta ortodossa.

Le correnti non dualiste — Trika, Krama, Kaula — dove Shiva e l'anima sono la stessa realtà, la conoscenza conta più del rito, e alcune pratiche violano deliberatamente le norme di purezza.

Abhinavagupta appartiene alla seconda famiglia, e scrive anche per dimostrarne la superiorità sulla prima. Tienilo a mente: il tantra shivaita non è un blocco, è un dibattito.

Il tantra buddhista

Corre in parallelo, con un corpus altrettanto vasto, e dà origine al vajrayāna — il «veicolo di diamante», la forma prevalente in Tibet, Mongolia e nelle tradizioni himalayane.

Le somiglianze con il ramo shivaita sono impressionanti: mantra, maṇḍala, iniziazione, divinità feroci, unione rituale, uso di sostanze impure. Chi abbia preso da chi è uno dei problemi più discussi dagli studiosi, con argomenti solidi in entrambe le direzioni. E mentre si copiavano, discutevano su una cosa sola: se esista un soggetto permanente.

Ma il quadro teorico è opposto, e questa è la cosa da portarsi via.

Nel buddhismo non c'è un assoluto da riconoscere: c'è il vuoto, l'assenza di natura propria in ogni cosa. Le divinità che il praticante visualizza sono strumenti, e la pratica include il momento in cui vengono dissolte, proprio perché non hanno esistenza autonoma.

Un tantrico shivaita, arrivato allo stesso punto, direbbe esattamente il contrario.

Stessi gesti, opposti significati

È il motivo per cui un manuale che mescola «insegnamenti tantrici» presi da tradizioni diverse produce un impasto senza logica.

Le tecniche si somigliano perché rispondono a problemi simili. Le dottrine no — e sono quelle a dire cosa stai facendo.

E gli altri

Meno noti, ma esistono e completano il quadro.

  • Il tantra vishnuita — le tradizioni Pāñcarātra, con un corpus liturgico ampio, che hanno influenzato profondamente il culto nei templi dell'India meridionale.
  • Le tradizioni della Dea — dove la divinità suprema è femminile e Shiva è il termine subordinato. Śrīvidyā, i culti di Kālī, la tradizione Kubjikā.
  • Tracce nel giainismo — meno sviluppate, ma documentate: anche una tradizione fondata sulla non violenza assoluta adotta mantra e diagrammi.

Non è una religione con delle varianti. È una grammatica che religioni diverse hanno usato per dire cose diverse.

A cosa ti serve saperlo

A tre cose molto pratiche.

Primo: quando qualcuno ti dice «nel tantra si fa così», la domanda giusta è in quale tantra. Le pratiche di una corrente possono essere esplicitamente vietate in un'altra.

Secondo: spiega perché i maṇḍala tibetani e gli yantra indiani si somigliano senza essere la stessa cosa — te ne parlo nella pagina apposita.

Terzo, e più utile: smonta l'idea di un'unica sapienza orientale indivisa. Quelle tradizioni discutevano fra loro, si accusavano a vicenda e scrivevano confutazioni. Trattarle come un blocco unico non è rispetto: è non averle lette.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Che cos'è il tantra: la risposta delle fonti.