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Tantricamente
Mano in una posizione precisa, il resto in ombra

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Tantra e yoga, che rapporto c’è

di Luca Masrè Passaro5 minuti31 agosto 2026

Sono due cose diverse che si sono incontrate, hanno scambiato materiale e poi si sono separate di nuovo. Quello che pratichi in palestra deve al tantra molto più di quanto sappia, e insieme non gli somiglia quasi per niente.

Prima dell'incontro

Lo yoga è più antico. Il testo che lo codifica, gli Yogasūtra di Patañjali, si data attorno al secondo-quarto secolo dopo Cristo, e descrive un sistema con uno scopo netto: fermare le fluttuazioni della mente per isolare lo spirito dalla materia.

Guarda bene l'impianto, perché è la chiave di tutto. È dualista, deriva dal Sāṃkhya, e la liberazione consiste nel separare. Il corpo vi compare pochissimo: le posture sono un accenno, e significano «sedere stabile».

I tantra arrivano dopo, dal quinto secolo, con la premessa opposta: non c'è niente da separare, perché è tutto la stessa realtà.

Mano in una posizione precisa, il resto in ombra

Le posizioni del corpo entrano tardi, e da una porta laterale

Lo hathayoga: il figlio dell'incontro

Fra l'undicesimo e il quindicesimo secolo nasce quello che oggi chiami semplicemente «yoga». E nasce dentro ambienti tantrici.

Lo haṭhayoga prende dai tantra tutta la sua fisiologia: i canali, i soffi, i centri, l'energia che dorme alla base e deve salire. Cioè quanto ti descrivo nella pagina sul corpo sottile. Testi come l'Haṭhapradīpikā (quindicesimo secolo) sono impensabili senza quel materiale.

E vi aggiunge la parte che sarà la sua fortuna: un repertorio ampio di posture, purificazioni e tecniche di respiro, descritte con precisione operativa. Il corpo, che in Patañjali era marginale, diventa il centro.

Il debito che nessuno dichiara

Kundalini, chakra, nāḍī, prāṇa, i blocchi, il canale centrale: tutto il vocabolario dello yoga contemporaneo è tantrico, non patanjaliano.

Quando in una lezione senti parlare di chakra, stai usando materiale del secondo millennio nato in ambiente tantrico, attribuito a un testo del secondo secolo che non li nomina.

Come si è separato di nuovo

Il passaggio decisivo è recente, ed è documentato bene dagli studi degli ultimi vent'anni.

Fra Ottocento e Novecento lo yoga viene riformato per essere presentabile: si toglie il rituale, si toglie la magia, si toglie l'ambiente tantrico — che gli europei disprezzavano — e si tiene la ginnastica, riletta con la fisiologia moderna e mescolata alla cultura fisica occidentale dell'epoca.

Il risultato è lo yoga posturale che conosci: una pratica del corpo con un'origine tantrica accuratamente rimossa.

E per completare il giro, il vocabolario tantrico è rientrato dalla finestra negli anni Settanta. Questa volta filtrato dalla teosofia e da Avalon.

Lo yoga moderno ha buttato via il tantra e si è tenuto le sue parole.

Le differenze che restano

Tre, e sono strutturali.

Lo scopo. Lo yoga classico separa lo spirito dalla materia. Il tantra riconosce che non erano due. Sono direzioni opposte, non gradi diversi della stessa strada.

L'iniziazione. Lo yoga si può insegnare a chiunque. Il tantra richiede la dīkṣā, senza la quale i testi dichiarano che la pratica non funziona.

Il rito. Lo yoga è tecnica; il tantra è liturgia. Un praticante tantrico passa più tempo a fare offerte e a recitare che a stare in posizione.

Cosa portarti via

Che la parentela è reale, ma va nella direzione che quasi nessuno immagina: non è il tantra a essere una branca dello yoga. È lo yoga del corpo a essere nato in ambiente tantrico.

E che l'operazione compiuta fra Ottocento e Novecento — prendere le tecniche e lasciare la cornice — è la stessa che ti descrivo a proposito della ricezione occidentale.

Lo yoga è il caso in cui è riuscita meglio. Talmente bene che il debito è invisibile perfino a chi lo pratica ogni settimana.

Ce l'hai già addosso, in palestra

La parentela va nella direzione che quasi nessuno immagina: non è il tantra a essere una branca dello yoga, è lo yoga del corpo a essere nato in ambiente tantrico. Le posizioni, il respiro governato, i centri lungo la colonna vengono di lì.

Cosa fai: alla prossima lezione, riconosci quali pezzi sono quelli. Quando l'insegnante nomina i chakra, il prāṇa, la risalita dell'energia: quel vocabolario non è vedico e non è antico di cinquemila anni. Ha una data, un ambiente e una storia — ed è la storia che hai appena letto.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Che cos'è il tantra: la risposta delle fonti.