Salta al contenuto
Tantricamente
Offerte disposte su pietra scura, la luce di lato

Home · Fondamenta

Fondamenta

Le donne nel tantra storico

di Luca Masrè Passaro5 minuti29 agosto 2026

«Il tantra è l'unica tradizione che onora il femminile»: la trovi ovunque, e regge solo in parte. Nelle fonti c'è qualcosa di vero, qualcosa di ingrandito, e un problema strutturale che non si risolve volendo bene ai testi.

Quello che è vero

Te lo do per primo, perché è notevole per l'epoca.

Le divinità femminili sono al vertice. In molte correnti la Dea non è la sposa di un dio maggiore: è l'assoluto, e il termine maschile è quello passivo. La formula più citata lo dice senza mezzi termini — Śiva senza Śakti è un cadavere.

Le donne sono ammesse all'iniziazione in tradizioni che il rito vedico escludeva per nascita e per sesso. Alcuni testi le nominano come maestre, prevedono formule di rispetto a loro rivolte, riconoscono l'insegnamento ricevuto da una donna.

Esistono figure femminili autorevoli: le yoginī, le maestre citate nei lignaggi, le autrici di alcuni testi. Non sono molte. Ma ci sono.

Offerte disposte su pietra scura, la luce di lato

Quello che sappiamo passa quasi sempre da chi scriveva. E chi scriveva era uomo

Il problema strutturale

Ed è qui che l'entusiasmo va frenato.

Quasi tutte le fonti sono scritte da uomini per uomini. Il praticante che i testi hanno in mente è maschio: le istruzioni si rivolgono a lui, i requisiti riguardano lui.

E la donna compare nel testo in funzione della sua pratica: come compagna rituale, come manifestazione della Dea, come mezzo.

Nel rito dei cinque elementi la partner viene scelta secondo criteri, e i criteri li stabilisce lui. Che cosa ottenga lei dal rito è una domanda che i testi quasi non si pongono. Vale quanto ti ho già detto a proposito del maithuna.

Il salto logico da non fare

Divinità femminile suprema non implica donne reali in posizione di potere. Sono due piani diversi, e la storia delle religioni è piena di società patriarcali con dee potentissime.

Venerare la Dea e rispettare le donne non sono la stessa cosa, e i testi non ti permettono di dedurre il secondo dal primo.

Cosa sappiamo davvero

Poco. Ed è un dato in sé.

Le fonti che documentano la vita reale delle praticanti sono scarse: qualche nome nei colofoni dei manoscritti, alcune iscrizioni su donazioni, riferimenti indiretti.

Il silenzio non prova assenza. Prova che chi teneva la penna non le raccontava.

Gli studiosi che lavorano su questo materiale sono cauti proprio per questo, e la cautela è la posizione corretta: si può dire che alcune donne fossero praticanti a pieno titolo, non si può ricostruire cosa pensassero.

Il problema non è che i testi trattino male le donne. È che quasi non le fanno parlare.

Perché te lo esagerano

Due motivi, e ti conviene distinguerli.

Il primo è generoso: cercare nella tradizione un precedente per battaglie attuali. È comprensibile, e produce comunque un errore di metodo — attribuire a un movimento del primo millennio le categorie del ventunesimo.

Il secondo è commerciale: «il tantra onora il femminile» è un'ottima frase di vendita, e viene usata soprattutto in contesti che si rivolgono a un pubblico femminile.

Cioè esattamente il caso in cui varrebbe la pena essere più precisi, non meno.

Due esagerazioni, e non sono uguali

«Il tantra è l'unica tradizione che onora il femminile» regge solo in parte. Ma chi la esagera lo fa per due motivi diversi, e distinguerli cambia come rispondi.

Cosa fai: quando la incontri, guarda se chi parla sta cercando un precedente per una battaglia di oggi — è generoso, ed è comunque un errore di metodo — oppure sta vendendo qualcosa. Alla prima si può rispondere con i fatti e la conversazione continua. Alla seconda i fatti non interessano, ed è utile saperlo prima di spendere fiato.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Che cos'è il tantra: la risposta delle fonti.