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Tantricamente
Due mani vicine, ferme, senza toccarsi

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Sessualità

Praticare in coppia

di Luca Masrè Passaro5 minuti31 agosto 2026

È la domanda che mi arriva più spesso, e merita una risposta diretta: nei testi non esiste niente che assomigli a una pratica di coppia come la intendi tu. Quello che esiste è un'altra cosa — e capire la differenza ti serve più di un sì o di un no.

Cosa non c'è

Nella letteratura tantrica non esiste l'idea di due persone che praticano insieme per approfondire il proprio legame.

Il rapporto di coppia come oggetto di lavoro — la comunicazione, l'intimità, la relazione da curare — è una preoccupazione contemporanea. I testi non la conoscono.

Non ci sono esercizi da fare in due per stare meglio insieme. Non c'è il concetto di «coppia tantrica». Non c'è un percorso pensato per due.

Due mani vicine, ferme, senza toccarsi

Nei testi la pratica è di uno. Anche quando le persone sono due

Cosa c'è

C'è il maithuna, e va letto per quello che è.

È l'ultimo elemento di una liturgia, eseguito da due persone che hanno assunto ritualmente l'identità delle divinità. La struttura non è «noi due insieme»: è un rito che uno compie e in cui l'altra ha una funzione — descritta, nei testi, dal punto di vista di lui.

Lo scopo dichiarato non è il legame fra i due. È la non-reattività del praticante davanti a ciò che il condizionamento dichiara più coinvolgente.

La differenza in una riga

Il neotantra usa la relazione come fine: pratichi per stare meglio insieme. I testi usano la relazione come materiale: pratichi per attraversare qualcosa.

Sono due programmi opposti, e il secondo non contiene il primo.

Allora cosa ti dico

Qualcosa di utile, che è meglio di un no.

Una pratica di coppia contemporanea può essere ottima. Rallentare, guardarsi, respirare insieme, togliere di mezzo l'obiettivo della prestazione: sono cose che funzionano, e su alcune ci sono prove. Il bilancio onesto sta qui.

E non ha bisogno del tantra per valere. Nessuno di quegli strumenti diventa più efficace perché attribuito a un testo del decimo secolo. L'attribuzione aggiunge solo autorità — e l'autorità è esattamente ciò che ti impedisce di fare domande.

Il criterio pratico resta lo stesso. Chi ti propone un percorso di coppia deve saperti dire cosa si fa, se c'è contatto e di che tipo, e se ti puoi fermare in qualsiasi momento.

Sono le domande di sempre, e in coppia contano il doppio. Perché lì il consenso riguarda due persone, che possono non volere le stesse cose.

Non serviva un testo antico per dire che vale la pena rallentare.

Il dato che ribalta l'immagine

Ti lascio con una cosa che vale tutta la pagina.

La stragrande maggioranza delle prescrizioni tantriche riguarda un praticante solo: il rito quotidiano, la ripetizione del mantra, la visualizzazione, il controllo del respiro. Sono ore al giorno di pratica solitaria, per decenni.

La tradizione che in Occidente è diventata sinonimo di intimità di coppia è, nei fatti, una delle più solitarie che esistano.

Quello che resta, e vale

Nei testi la pratica di coppia non c'è. Quello che c'è — due persone che si danno tempo e attenzione senza correre — non ha bisogno di un testo antico per valere.

Cosa fai: se la cosa ti interessa, falla. E smetti di chiamarla tantra: non perché sia meno seria, ma perché il nome sbagliato ti obbliga a difendere una genealogia che non esiste, e ti fa comprare corsi che vendono quella genealogia invece della cosa.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Tantra e sessualità: cosa dicono le fonti.