Dopo cento pagine passate a distinguere le fonti dalle invenzioni, resta una domanda che merita una risposta diretta: il neotantra vale qualcosa? La risposta onesta è sì. E non ha niente a che vedere con il fatto che non sia tantra.
Che cos'è, con precisione
Un insieme di pratiche nato in Occidente fra gli anni Sessanta e Ottanta, che combina psicologia umanistica, terapie corporee, tecniche di respirazione e un vocabolario indiano. La genealogia completa.
Non è una degenerazione del tantra storico: è un'altra cosa, nata da bisogni reali di una società precisa in un momento preciso.
Non il seguito di qualcosa. Una porta diversa, aperta altrove
Quello che funziona
Te lo dico senza reticenze, perché è vero.
Rallentare. In una cultura che tratta il sesso come prestazione, togliere l'obiettivo e allungare i tempi produce spesso un miglioramento reale. Su alcune di queste tecniche esistono anche prove cliniche — nate in sessuologia, non in India.
Il permesso. Molte persone arrivano con un rapporto difficile con il proprio corpo. Un contesto che dice «va bene così» può fare più di anni di ragionamenti.
Il gruppo. Scoprire che le tue difficoltà sono comuni ha un effetto documentato in qualunque contesto terapeutico, e qui vale come altrove.
Il respiro e l'attenzione. Sono strumenti efficaci e la ricerca lo conferma, a prescindere dalla cornice in cui te li presentano.
Il punto
Niente di tutto questo ha bisogno di essere antico per valere.
Un percorso che dicesse «lavoriamo su lentezza e presenza con strumenti sviluppati dalla psicologia del corpo negli ultimi cinquant'anni» sarebbe onesto, verificabile e altrettanto utile. La parola indiana non aggiunge efficacia: aggiunge autorità.
Quello che l'etichetta costa
Tre cose, e sono concrete.
Ti impedisce la verifica. «Cinquemila anni di tradizione» è una formula che chiude la discussione. Chi la usa non deve giustificare quello che propone, e tu che ascolti non pensi di chiedere. È il primo dei segnali nella pagina apposita.
Importa un'autorità sbilanciata. Il rapporto maestro-discepolo dei testi funzionava dentro una struttura di doveri reciproci e una comunità che osservava. Ripreso senza quei contrappesi, resta solo l'asimmetria — il meccanismo è questo.
Copre le fonti vere. Chi cerca cosa dicono i testi trova prodotti. È lo spazio vuoto che questo sito prova a occupare.
Il problema non è mai stato che fosse recente. È la firma.
Che cosa ne facciamo
La posizione di questo sito, detta chiaramente.
Non ti dico di non praticare. Non è il mio mestiere, e non ho elementi per giudicare percorsi che non conosco. Le pagine che potrebbero sembrarlo — quella sui corsi, quella sul sesso tantrico — ti danno criteri, non verdetti.
Chiedo una cosa sola: che quello che è recente si dichiari recente.
Un percorso che si presenta per quello che è non perde niente. Se non l'aura — che è precisamente ciò che non dovrebbe servirgli.
E vale la pena ricordare da dove arriva questa posizione: chi firma queste pagine insegna tantra. Non è una critica dall'esterno.
Il quadro d'insieme
Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Il tantra in Occidente: come ci è arrivato.

