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Sessualità

L'orgasmo femminile e il suo divario

di Luca Masrè Passaro6 minuti31 agosto 2026

Se ti sei chiesta se il problema sei tu, comincio dalla risposta: no. C'è un divario documentato fra quanto vengono gli uomini e quanto vengono le donne — ma il punto interessante è un altro. In alcune situazioni quel divario quasi sparisce, e guardare dove sparisce dice tutto.

I numeri, prima di tutto

Nel 2018 uno studio su oltre cinquantamila adulti negli Stati Uniti ha chiesto una cosa semplice: quando fai sesso con qualcuno, vieni di solito?

Le percentuali di chi risponde «quasi sempre» o «sempre»:

  • Uomini eterosessuali — circa il 95%
  • Uomini gay — circa l'89%
  • Donne lesbiche — circa l'86%
  • Donne bisessuali — circa il 66%
  • Donne eterosessuali — circa il 65%

Guarda la terza riga e l'ultima. Stesso corpo, trent'anni di differenza.

Da dove viene questo dato

Frederick, John, Garcia e Lloyd, pubblicato su Archives of Sexual Behavior nel 2018 su un campione statunitense di oltre 52.000 persone. È uno degli studi più ampi mai fatti sulla frequenza dell'orgasmo.

I limiti, che vanno detti. È autodichiarato, non misurato. È un campione statunitense, non italiano. E fotografa una media: la variabilità fra persone è enorme, e una percentuale non dice niente su di te in particolare.

Frederick DA, John HKS, Garcia JR, Lloyd EA, Differences in Orgasm Frequency Among Gay, Lesbian, Bisexual, and Heterosexual Men and Women in a U.S. National Sample, Archives of Sexual Behavior 47(1), 2018.

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Il divario non è fra i corpi. È fra due modi di passare quel tempo

Dove sparisce il divario

Se il problema fosse anatomico, le donne lesbiche verrebbero quanto le eterosessuali. Non è così: vengono il ventun per cento in più.

E lo stesso vale da sola. Nella masturbazione il divario praticamente non esiste: le difficoltà che compaiono in coppia molto spesso non compaiono da sole.

Quindi il divario non è nel corpo. È nel copione — in cosa si fa, per quanto tempo, e in che ordine.

Detto ancora più semplice: la maggior parte del sesso eterosessuale è organizzata attorno alla penetrazione, che per la maggior parte delle donne è la via meno affidabile. E finisce quando finisce lui.

Il dato che regge tutto il resto

Meno di una donna su cinque arriva all'orgasmo con la sola stimolazione vaginale. Per quasi tutte il clitoride è coinvolto — direttamente, o attraverso le sue parti interne, che sono grandi e stanno sotto.

Se questa è una novità, non è colpa tua: l'anatomia completa la conosciamo da meno di trent'anni.

Non è una differenza fra corpi. È una differenza fra copioni — e un copione si riscrive.

Cosa cambia davvero

Lo stesso studio ha guardato quali comportamenti si accompagnano a una frequenza più alta. Te li do come sono: associazioni, non ricette. Chi fa queste cose viene di più; non è detto che sia la causa.

Il sesso orale. È fra le associazioni più forti, e non stupisce vista l'anatomia.

Le mani. La stimolazione manuale, da soli o insieme. La via più diretta, e la più spesso saltata.

Chiedere. Le donne che dicono cosa vogliono vengono di più. È il comportamento più banale della lista e il più difficile da fare.

Il tempo. Incontri più lunghi, con più cose dentro, non solo penetrazione. Su questo la ricerca è concorde da decenni.

Baciarsi molto. Compare, e non è ovvio: dice che quello che conta non è solo la meccanica.

E la cosa che toglie

Masters e Johnson, negli anni Sessanta, hanno dato un nome a un meccanismo preciso: lo spectatoring — guardarsi da fuori mentre si fa sesso, controllando come sta andando.

È il modo più efficace per non arrivarci. L'attenzione va sulla valutazione invece che sulla sensazione, e l'eccitazione cala.

Da lì viene la focalizzazione sensoriale che quegli stessi ricercatori hanno messo a punto: togliere l'obiettivo, allungare i tempi, spostare l'attenzione dalla prestazione a quello che si sente. È ancora oggi uno degli interventi meglio documentati.

E torna il lavoro di Lori Brotto sulla mindfulness applicata al desiderio e all'eccitazione femminile: quello che accorcia il divario fra la risposta del corpo e quello che la persona percepisce è l'attenzione. Ne parlo per esteso qui.

Masters WH, Johnson VE, Human Sexual Inadequacy, 1970 · Lori A. Brotto, Better Sex Through Mindfulness, Greystone Books 2018.

Cosa c'entra il tantra, per una volta

Poco, e ti conviene saperlo prima che qualcuno te lo venda.

Nei testi tantrici non esiste una parola per «orgasmo». Nessuna teoria, nessuna classificazione, nessuna tecnica. Compare in un elenco di momenti in cui la mente si interrompe, accanto allo starnuto e all'attimo prima del sonno — te lo mostro qui.

Ma c'è un dettaglio che vale la pena tenere, ed è l'unico.

Quando quei testi si occupano di quel momento, si occupano dell'istante in cui finisce: il vuoto subito dopo, in cui per una frazione non c'è nessuno che desidera niente. Non l'apice. La caduta. Che a volte, letteralmente, fa piangere — e non è un guasto.

Sono due strade diverse che arrivano allo stesso posto. I testi dicono di non inseguire il picco per ragioni loro; la ricerca dice che inseguirlo lo rende meno probabile. Non è la stessa affermazione, e non voglio farle finta che lo siano — ma indicano la stessa direzione.

Quello che ti resta in mano

Tre cose, e sono più utili di qualunque lista di tipi.

Il divario esiste ed è documentato, quindi se ti è capitato di pensare che ci fosse qualcosa che non andava in te, quel pensiero ha una spiegazione statistica e non riguarda il tuo corpo.

Sparisce dove cambia il copione, non dove cambia l'anatomia. È la cosa più incoraggiante di tutta questa pagina: un copione si può riscrivere, un corpo no.

E la cosa che funziona di più è anche la più semplice: dire cosa vuoi. Compare nei dati come una delle associazioni più forti, non costa niente, e nessuno la vende — motivo per cui non te la propone nessun corso.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Tantra e sessualità: cosa dicono le fonti.