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Tantricamente
Due mani ferme, vicine ma senza toccarsi

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Sessualità

Il consenso, e cosa non dicono le fonti

di Luca Masrè Passaro6 minuti30 agosto 2026

È una domanda contemporanea rivolta a testi antichi, e te la pongo con onestà: i tantra non hanno una nozione di consenso nel senso in cui la intendi tu. Hanno qualcos'altro, che in parte funziona e in parte no — e sapere dove si ferma ti è più utile che sentirti dire il contrario.

Una premessa sul metodo

Cercare in un testo del decimo secolo un concetto elaborato nel ventesimo produce quasi sempre due errori opposti: trovarcelo perché lo si vuole trovare, oppure liquidare tutto come barbarie.

La strada onesta è un'altra. Guardare quali strumenti quei testi avessero per regolare la relazione, riconoscere cosa coprivano, e dire chiaramente cosa non coprivano.

Due mani ferme, vicine ma senza toccarsi

Le fonti regolano molto della relazione rituale. Non tutto quello che oggi ritieni essenziale

Quello che c'è

Non è poco, e sorprende chi immagina un vuoto totale.

L'idoneità. Nessuno partecipa a un rito senza qualificazione. Serve iniziazione, e l'iniziazione la concede un maestro che deve valutare — è il meccanismo che ti descrivo nella pagina sulla dīkṣā. Non è consenso informato, ma è una barriera all'ingresso.

Le regole per chi guida. I testi elencano i doveri del maestro e i comportamenti che lo squalificano: usare i discepoli per fini propri, chiedere denaro come condizione, agire per desiderio. Te ne parlo nella pagina sul guru. Il problema dell'abuso di posizione, quindi, era visto.

Il patto. L'appartenenza a un clan iniziatico comporta obblighi reciproci codificati, con sanzioni previste. Non è un rapporto privato: c'è una comunità che osserva e che può intervenire.

La differenza di impianto

Il tuo modello parte dall'individuo e dalla sua volontà, revocabile in ogni istante.

Quello dei testi parte dal ruolo: sei idoneo o no, dentro o fuori, e quello che si può fare discende dalla posizione. Sono due architetture diverse, e la seconda non contiene la prima.

Quello che non c'è

Te lo dico senza attenuanti.

Non c'è la revocabilità. L'idea che si possa interrompere in qualsiasi momento, senza motivo e senza conseguenze, non è formulata. La struttura rituale, una volta cominciata, tende a essere pensata come da completare.

Non c'è simmetria. La compagna rituale è descritta dal punto di vista del praticante maschile, e quello che vuole lei raramente è il tema. Vale quanto ti ho detto a proposito del maithuna.

Non c'è una nozione di danno psicologico. Categoria che semplicemente non esisteva, in nessuna cultura dell'epoca.

Cercare il consenso moderno in un testo del decimo secolo è come cercarci il diritto d'autore. Non è ipocrisia dei testi: è anacronismo nostro.

Il punto che ti riguarda

Ed è il motivo per cui questa pagina esiste.

Quando un contesto contemporaneo invoca l'autorità dei testi antichi per una pratica che coinvolge il tuo corpo, sta facendo un'operazione precisa: prende un impianto costruito su ruolo, gerarchia e completamento del rito, e lo cala in una società che regola quelle cose diversamente.

Quello che ti devo dire è semplice. Il quadro giuridico ed etico in vigore è quello di oggi, e non ammette eccezioni tradizionali.

Nessun testo, nessun lignaggio e nessuna antichità sospendono il fatto che il consenso sia specifico, informato e revocabile in qualsiasi momento.

Le domande pratiche da fare a chiunque ti proponga un percorso stanno nella pagina apposita. La prima resta la più importante: posso fermarmi quando voglio, senza spiegazioni?

Perché non te la addolcisco

Sarebbe facile scriverti che «il tantra ha sempre avuto grande rispetto per il consenso». Suonerebbe bene, e sarebbe falso.

La ragione per non farlo non è pignoleria. È che attribuire ai testi una garanzia che non danno è precisamente il meccanismo che rende pericoloso citarli.

Se credi che la tradizione contenga già le protezioni, smetti di chiederle a chi hai davanti.

Quelle protezioni le devi chiedere oggi, a persone vive. E non hanno bisogno di nessun avallo antico per essere legittime.

Le protezioni te le devi chiedere tu

Se hai letto fin qui sai che i testi non contengono la garanzia che speravi. Il che significa che quella garanzia deve arrivare da un'altra parte: da te, prima di cominciare.

Cosa fai: prima di qualunque percorso che preveda contatto o intimità, fai dire ad alta voce a chi conduce tre cose — che cosa succede esattamente, che cosa non succede in nessun caso, e come ci si ferma. Se la risposta è che «te ne accorgerai», non hai una risposta.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è Tantra e sessualità: cosa dicono le fonti.