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Tantricamente
Acqua che cade in un filo sottile da un vaso di rame

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Tradizione

La pūjā, come si svolge

di Luca Masrè Passaro5 minuti29 agosto 2026

Se vuoi sapere cosa faceva davvero un tantrico, devi guardare qui: non le pratiche eccezionali, ma il rito quotidiano che gli scandiva le giornate. È lungo, è minuzioso, e somiglia più a una procedura di laboratorio che a una preghiera.

Che cos'è una pūjā

Pūjā è il termine generale per il culto reso a una divinità: offerte, formule, gesti. Esiste in tutto l'induismo.

La versione tantrica si distingue per un punto che cambia tutto, e te lo metto subito.

Nella pūjā ordinaria un fedele onora un dio che gli sta davanti. Nella pūjā tantrica il praticante diventa prima la divinità, e solo dopo compie il culto.

La formula tradizionale è netta: solo un dio può adorare un dio.

Olio dorato che cade in una coppa di rame

Le offerte materiali ci sono tutte. Ma prima vengono trasformate, e prima ancora viene trasformato chi offre

Le fasi, in ordine

La struttura varia da tradizione a tradizione, ma l'ossatura è ricorrente.

  1. Purificazione dello spazio e di sé. Il bagno, la postura, il controllo del respiro. Si delimita l'area del rito e la si difende.
  2. Purificazione degli elementi del corpo. Il bhūtaśuddhi: il praticante dissolve mentalmente il proprio corpo elemento per elemento, dalla terra fino allo spazio, e poi lo ricostruisce puro. Si smonta per rimontarsi.
  3. Imposizione delle sillabe. Il nyāsa: le sillabe del mantra vengono collocate sulle parti del corpo, toccandole. Te ne parlo nella pagina sui mantra.
  4. Costruzione della sede. Si traccia il diagramma e vi si collocano le divinità del seguito, dall'esterno verso il centro — vedi yantra e mandala.
  5. Le offerte. Sedici servizi tradizionali: acqua per i piedi, per la bocca, profumo, fiori, incenso, luce, cibo. Ciascuno con la sua formula.
  6. La ripetizione. Il japa del mantra, un numero fissato di volte.
  7. Il riassorbimento. Si smonta tutto nell'ordine inverso, si congeda la divinità, si scioglie il diagramma.

La parte che sorprende

Il rito si chiude annullando quello che ha costruito. Non resta un altare acceso né una presenza installata: tutto viene riassorbito.

Quello che il praticante porta con sé non è un oggetto ma uno stato. Ed è per questo che va rifatto ogni giorno.

Il culto interiore

Accanto alla pūjā materiale i testi descrivono la antaryāga, l'«offerta interna». Ed è considerata superiore.

Qui non c'è niente di fisico: il diagramma è visualizzato, le offerte sono immaginate, il fuoco è quello della coscienza. Alcune correnti sostituiscono i sedici servizi con sedici stati mentali; altre offrono i propri sensi, uno per uno, come offrirebbero fiori. Nella forma materiale servono invece cinque oggetti, regolati fin nel dettaglio.

Non è una versione economica per chi non ha gli oggetti. È la stessa operazione senza il supporto, quindi più difficile — e la gerarchia dei testi lo riflette: si comincia da fuori perché è più facile, si finisce dentro.

Ogni giorno si costruisce un mondo intero e ogni giorno lo si smonta. Questo è il rito.

Quanto durava

Una pūjā completa nella forma piena richiede ore. I testi prevedono versioni abbreviate per chi non può, e le regolano con precisione: cosa si può saltare, cosa no, quale formula sostituisce quale sequenza.

Il ritmo prescritto è quotidiano, spesso più volte al giorno, ai passaggi della luce: alba, mezzogiorno, tramonto.

Non è un evento straordinario. È un mestiere — e come tutti i mestieri si misura in anni.

Tienilo accanto all'immagine corrente del tantra. Il praticante dei testi non è qualcuno che cerca esperienze intense: è qualcuno che ripete la stessa procedura tutti i giorni per decenni, con la precisione di chi sa che un passaggio saltato invalida il resto.

Che cosa non si può saltare

I testi prevedono versioni abbreviate del rito per chi non ha tempo — e le regolano nel dettaglio: dicono che cosa si può togliere e che cosa no. Una tradizione seria sa dov'è il proprio minimo.

Cosa fai: usalo come domanda, e funziona ben oltre il tantra. A chi ti insegna qualcosa chiedi: se ho poco tempo, che cosa non posso saltare? Chi conosce la materia ti dà un elenco corto e preciso. Chi non la conosce ti risponde che dipende da te.

Il quadro d'insieme

Questo pezzo risponde a una domanda sola. La sezione a cui appartiene è La tradizione e il rito: cosa si fa in pratica.